
Attivazione della garanzia MCC: cosa accade e cosa non cambia per l’impresa
Attivazione della garanzia MCC: cosa accade e cosa non cambia per l’impresa
Attivazione della garanzia MCC: cosa accade e cosa non cambia per l’impresa
Un’impresa smette di pagare regolarmente un finanziamento garantito dal Fondo PMI.
Dopo le prime comunicazioni della banca può sorgere una domanda molto semplice:
cosa succede se viene attivata la garanzia MCC?
È uno dei passaggi più fraintesi nei finanziamenti assistiti dalla garanzia pubblica.
L’attivazione della garanzia non significa che il finanziamento venga cancellato, che l’impresa sia liberata dal debito o che il problema passi semplicemente dalla banca allo Stato.
La procedura riguarda innanzitutto il rapporto tra il soggetto finanziatore e il Fondo di Garanzia.
Per l’impresa, invece, la posizione debitoria continua a dover essere gestita.
Capire questa distinzione è fondamentale per evitare di sottovalutare una situazione che può diventare progressivamente più complessa.
Prima dell’attivazione: deve verificarsi una situazione di rischio
La garanzia MCC non viene normalmente “attivata” perché l’impresa ha saltato una singola rata il giorno precedente.
Esiste una procedura.
Il soggetto finanziatore deve gestire l’inadempimento secondo il contratto, le regole applicabili all’operazione e le disposizioni del Fondo.
Quando si verifica un evento di rischio rilevante, viene avviato il percorso che può portare alla richiesta di attivazione della garanzia.
Nel procedimento vengono considerate informazioni come:
la situazione del finanziamento;
la data dell’inadempimento;
l’esposizione residua;
l’evento di rischio verificatosi;
le eventuali moratorie o sospensioni concesse;
le procedure di recupero avviate;
le garanzie eventualmente collegate all’operazione.
Non esiste quindi un unico momento identico per qualsiasi finanziamento.
La posizione deve essere analizzata sulla base della specifica operazione.
Chi attiva la garanzia MCC?
Un altro punto importante è questo:
non è normalmente l’impresa a chiedere al Fondo di pagare il proprio debito.
La garanzia del Fondo è collegata al finanziamento concesso da una banca o da un altro intermediario finanziario.
È quindi il soggetto ammesso alla garanzia, secondo la struttura dell’operazione, a gestire la procedura di attivazione quando ricorrono le condizioni previste.
Questo conferma la distinzione tra due rapporti diversi.
Da una parte abbiamo:
impresa → finanziamento → banca
Dall’altra:
banca/intermediario → garanzia → Fondo
La garanzia interviene sul secondo rapporto.
Il debito dell’impresa nasce invece dal primo.
Cosa significa concretamente “attivare la garanzia”
Quando vengono rispettati i requisiti previsti, il finanziatore può presentare la richiesta di attivazione della garanzia.
La procedura contiene la documentazione relativa all’operazione e alla situazione di rischio.
Tra gli elementi rilevanti rientrano anche l’avvio delle procedure di recupero e l’ammontare dell’esposizione per la quale viene richiesta la liquidazione della perdita.
Se la richiesta viene accolta, il Fondo può liquidare al soggetto finanziatore la quota di perdita coperta dalla garanzia.
Ed è proprio in questo punto che nasce l’equivoco.
L’impresa potrebbe pensare:
“La banca è stata pagata dal Fondo, quindi il mio debito è terminato.”
Non funziona così.
Cosa NON succede dopo l’attivazione della garanzia MCC
Ci sono almeno tre convinzioni che devono essere eliminate.
1. Il finanziamento non diventa un contributo a fondo perduto
L’impresa aveva ricevuto un finanziamento.
La natura dell’operazione non cambia perché la garanzia viene successivamente attivata.
2. Il debito non viene automaticamente cancellato
La liquidazione della garanzia tutela il soggetto finanziatore entro la quota coperta.
Non rappresenta automaticamente una liberazione del debitore.
3. Le attività di recupero non scompaiono
L’attivazione della garanzia è collegata proprio alla situazione di deterioramento del credito e alle procedure previste per il suo recupero.
Per questo non deve essere considerata come la conclusione del problema.
Può rappresentare invece una nuova fase della posizione debitoria.
Cosa cambia per la banca
Dal punto di vista del finanziatore, la garanzia pubblica serve a ridurre il rischio economico sulla parte dell’operazione coperta.
In presenza delle condizioni previste e dopo l’esito positivo della procedura di attivazione, il Fondo può intervenire sulla perdita garantita.
Questo è il motivo per cui il Fondo facilita l’accesso al credito delle PMI.
La banca, però, continua a gestire il finanziamento e le conseguenze dell’inadempimento secondo le regole applicabili.
La presenza del Fondo non significa quindi che venga eliminato il rapporto originario tra impresa e finanziatore.
Cosa cambia per l’impresa
Per l’impresa la questione più importante è un’altra.
Una volta deteriorato il finanziamento, il debito deve comunque essere affrontato.
Dopo l’intervento della garanzia possono assumere rilevanza anche i meccanismi di surroga e recupero previsti dalla disciplina del Fondo.
In sostanza, il fatto che il Fondo abbia liquidato una parte della perdita al finanziatore non significa che quella somma diventi inesigibile nei confronti dell’impresa.
La posizione può continuare a produrre effetti e il recupero del credito può proseguire secondo la struttura dell’operazione e le regole applicabili.
Un esempio semplice
Immaginiamo una società che abbia ricevuto un finanziamento bancario assistito da garanzia MCC.
Dopo un periodo di difficoltà, l’impresa non riesce più a sostenere le rate.
La sequenza potrebbe essere, in termini semplificati:
1. L’impresa entra in difficoltà.
Le rate iniziano a non essere pagate regolarmente.
2. La banca gestisce l’inadempimento.
Vengono inviate comunicazioni e vengono attivate le procedure previste dal contratto e dalla normativa.
3. Si verifica un evento rilevante ai fini della garanzia.
La posizione viene trattata secondo le disposizioni applicabili al Fondo.
4. Il finanziatore avvia le procedure di recupero previste.
La posizione debitoria entra quindi in una fase più avanzata.
5. Viene richiesta l’attivazione della garanzia.
Il finanziatore presenta al Fondo la documentazione necessaria.
6. Il Fondo valuta la richiesta.
Se vengono rispettate le condizioni, può essere liquidata la perdita coperta.
7. Il debito dell’impresa non scompare automaticamente.
La posizione continua a dover essere gestita e possono proseguire le attività di recupero.
È questo settimo passaggio che spesso viene ignorato.
E se il finanziamento era garantito all’80%?
Anche in questo caso bisogna evitare un’altra interpretazione sbagliata.
Una copertura all’80%, quando prevista per quella specifica operazione, non significa che l’impresa debba restituire soltanto il restante 20%.
La percentuale indica la quota della garanzia rispetto all’esposizione ammessa secondo le regole applicabili.
Non rappresenta uno sconto riconosciuto all’impresa.
La società continua ad avere una propria posizione debitoria che deve essere analizzata nel suo complesso.
Cosa succede alle eventuali garanzie personali?
Questo aspetto deve essere verificato caso per caso.
Alcune operazioni possono avere strutture differenti e possono esistere ulteriori obbligazioni o garanzie collegate al finanziamento.
Per capire chi possa essere coinvolto bisogna analizzare:
contratto di finanziamento;
documentazione della garanzia MCC;
eventuali fideiussioni;
altre garanzie personali;
eventuali garanzie reali ammissibili;
posizione dei soci e degli amministratori;
comunicazioni del finanziatore.
Non è quindi corretto concludere che la presenza del Fondo renda automaticamente irrilevanti tutti gli altri obblighi sottoscritti.
Attivazione della garanzia e recupero del credito sono collegati
La procedura di attivazione non deve essere immaginata come un semplice rimborso assicurativo scollegato dal resto.
La disciplina del Fondo richiede informazioni anche sull’avvio delle procedure di recupero e sull’esposizione oggetto della richiesta.
Questo significa che quando l’impresa arriva a questa fase il problema non riguarda più soltanto una rata pagata in ritardo.
È necessario comprendere a che punto si trovi l’intera posizione.
Cosa dovrebbe fare l’impresa prima di arrivare a questa fase
Il momento migliore per analizzare un finanziamento MCC non è necessariamente quando la garanzia è già stata attivata.
È molto prima.
Quando iniziano le difficoltà nei pagamenti è opportuno ricostruire:
Il debito residuo
Quanto capitale deve ancora essere rimborsato?
Le rate insolute
Quanti pagamenti non sono stati effettuati e da quanto tempo?
Il contratto
Quali conseguenze sono previste in caso di inadempimento?
La garanzia
Qual è la struttura della garanzia MCC collegata all’operazione?
Le eventuali ulteriori garanzie
Esistono fideiussioni o altri obblighi sottoscritti?
La situazione generale dell’impresa
Il finanziamento MCC è l’unico problema oppure esistono anche debiti fiscali, contributivi, bancari o verso fornitori?
Quest’ultimo aspetto è spesso il più importante.
Quando il problema non riguarda più soltanto il finanziamento MCC
Un’impresa raramente entra in crisi per una sola voce.
Il mancato pagamento del finanziamento può essere accompagnato da:
debiti con altre banche;
cartelle fiscali;
debiti INPS;
fornitori non pagati;
riduzione dei ricavi;
carenza di liquidità.
In queste situazioni concentrarsi esclusivamente sull’attivazione della garanzia può essere un errore.
Il problema deve essere valutato a livello aziendale.
Potrebbero esistere margini per una trattativa con alcuni creditori oppure potrebbe essere necessario considerare strumenti più strutturati di risanamento e regolazione della crisi.
La risposta dipende dalla situazione economica e patrimoniale concreta dell’impresa.
L’attivazione della garanzia non è il momento in cui iniziare a reagire
Per un imprenditore, la cosa più importante da comprendere è questa:
l’attivazione della garanzia è una conseguenza della crisi del finanziamento, non una soluzione alla crisi dell’impresa.
Aspettare quel momento significa spesso arrivare quando il rapporto con il finanziatore è già fortemente deteriorato.
Se invece il problema viene affrontato ai primi segnali di difficoltà, possono esserci più possibilità di valutare trattative, riorganizzazioni o altri strumenti.
Il tempo, in queste situazioni, può fare una differenza significativa.
Tassorama: capire cosa sta succedendo prima che il recupero del credito avanzi
Quando un finanziamento MCC entra in difficoltà, è importante capire con precisione in quale fase si trova la posizione.
Tassorama può analizzare il finanziamento, la documentazione disponibile, l’esposizione complessiva dell’impresa e i rapporti con gli altri creditori.
L’obiettivo è distinguere ciò che riguarda la garanzia pubblica da ciò che riguarda il debito dell’azienda e valutare quali percorsi possono essere concretamente presi in considerazione.
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